Egregio Prof. Schweitz,
le scrivo riguardo a quell'essere famelico che si aggira per il museo egizio di Torino.
Deve sapere che sono un'appassionata di archeologia, egittologia e di storia antica. Mi nutro costantemente di riviste e libri tematici (cito, fra gli altri, Ufo & Piramidi, Fantaarcheologia, Misteri, Come Piegare le Forchette in un'ora e Archeo), visito mostre, siti e musei e sono una sfrenata spettatrice di Piero e Alberto Angela, Valerio Massimo Manfredi e, soprattutto, di quell'ottimo programma di cultura che è¨ Voyager, di cui, purtroppo, non ricordo bene il nome del conduttore-archeologo-tuttologo.
L'altro ieri, era martedì, mi aggiravo come ogni martedì mattina per le sale del museo egizio. Stavo cercando di capire come fosse possibile che persone vissute quattromila anni fa potessero tagliare e lavorare la pietra in una simil maniera (ma siamo poi sicuri che erano persone? non potrebbero essere forse alieni o atlantidei ipertecnologici? suggerisco l'uso del laser, ma è solo un'idea non documentata che butto là, sperando che qualcuno l'approfondisca), quando ho decisamente intravisto nell'ombra di quella statua bianca dove ci sono quei due antichi di cui non ricordo mai il nome, uno seduto e l'altro in piedi, padre e figlio si direbbe dalle dimensioni... ebbene, là in quell'ombra l'ho visto...sì, lui, proprio lui, quell'essere incredibilmente vorace...di soppiatto mi avvicinai ma lui, spaventato, cominciò a correre su per le scale che conducono al primo piano, e là lo persi di vista. Salii anch'io, col cuore in gola e il fiato mozzo, e così scoprii che al secondo piano c'erano altre sale del museo...giuro, 10 anni che lo frequento e non le avevo mai viste. Chi, cosa, quando e perchè sono apparse queste nuove sale? Da dove sono venute, e come possono essere apparse così all'improvviso?
Mi avvicinai all'uscio, tesi un baccio tremolante e feci passare oltre la mia mano... ed eccola là, dall'altra parte, ancora integra, atomo per atomo, molecola per molecola, cellula per cellula, era ancora tutto là...non era uno smaterializzatore, ma forse un architrave temporale-spaziale? Non saprei dire, ma armata di coraggio oltrepassai quell'uscio angoscioso con tutto il corpo, di getto, e mi ritrovai dall'altra parte. Viva, dovevo essere viva: una donna, bassa, grassa, mi si avvicinò, lentamente. Io indietreggiai, spaventata, e poi, al suono gelido delle sue parole, mi bloccai.
"Biglietto!" disse.
Io iniziai a perlustrare agitata le tasche. Che biglietto voleva? Ce l'avevo? E dove si fanno i biglietti per viaggiare nelle altre dimensioni?
Tirai fuori dalla borsetta tutto quello che avevo, e mi arresi.
"Non ce l'ho" dissi, e lei "Ma signora, ce l'ha in mano!" e prese il biglietto del museo...sì, proprio quello, incredibile vero? Il biglietto del museo include anche un viaggio temporale-dimensionale in un mondo egizio-italo ottocentesco, qualcosa di incredibile... davanti a me, là sul posto, decine e decine di scatole vecchie di vetro, vetrine tremolanti, pavimenti cigolanti, e dentro c'erano corpi e scatole colorate, e i corpi erano immobili... ibernati per affrontare un lungo viaggio? egiziani o atlantidei? forse alieni, anche se dalla testa non si direbbe. Strani i vestiti, carta igienica che li ricopriva, su tutto il corpo, tranne uno che aveva la testa scoperta, sicuramente un uomo quindi, e le altre donne, vittime di un regime sovradimensionale e barbaro...ma poi, là in fondo, due corpi isolati, uno sopra l'altro, e quello sopra nudo fino alla cinta, le braccia sollevate, gli occhi aperti...evidentemente si stava riprendendo dall'ibernazione,molto lentamente s'intende. Ma perchè svegliarsi ora? Mi aveva forse percepita? Aspettare o fuggire via? E fu in quel momento che notai due cose aghiaccianti: la prima era che là , sotto un lenzuolo, dove ci si aspetterebbe il rigonfiamento dei piedi, ebbene, questo non c'era, i piedi non c'erano, e la seconda cosa che notai era quell'essere che mi osservava stralunato da in fondo alla sala, dove c'è¨ una porta che chissà dove conduce, e allora i pensieri collimarono nella mia mente: quel mostro ha mangiato i piedi al viaggiatore dimensionale che ora si sta svegliando per vendicarsi!
Inutile dire che fuggii, in preda al panico. Attraversai saltando la porta dimensionale e in un attimo fui sbalzato nella nostra dimensione, e di corsa scesi le scale e uscii in piazza carignano che già le sirene d'allarme suonavano, ed io corsi e corsi, senza voltarmi mai indietro.
Strane cose capitano in quel museo, e chi di dovere dovrà occuparsene. Augurandomi che lei se ne voglia interessare, nel frattempo scriverò a Manfredi ed a Hawass. Loro sapranno cosa fare.
In fede
Prof.ssa Gabriella Balubba
Liceo Classico "Cretini di Creta"
Torino
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