mercoledì 10 ottobre 2007

A tutti gli operatori didattici:

Cari amci e lettori,
oggi mi è arrivato un commento non firmato che ci invita tutti a riflettere. Io non ho voluto lasciarlo fra i commenti scritti piccolo piccolo. L'ho elevato a comunicazione del mio blog perchè mi sembrava che il messaggio fosse rivolto a tutti quelli che lavorano nel museo come operatori.
Come tenutario di blog devo solo premettere che non sono responsabile di quello che dice il simpatico o la simpatica corrispondente.
e dalla volta prossima riprendo con le mie stupidaggini....

Un passo indietro, la regola che vale per tutti.
Affinché un incontro non si trasformi in una tipica assemblea da condominio, dove le ripicche e l’esigenze egoistiche hanno sempre il sopravvento e vengono tralasciati i temi reali da affrontare, si deve fare un passo indietro e per una volta, non ragionare da singoli individui ma da categoria.
Sembra impossibile vero? Eppure potrebbe essere la prima occasione per dimostrare che chi lavora in ambito di Beni e Attività culturali può muoversi fuori dalle solite logiche della lobby accademico universitaria. Smettere di coltivare il proprio picciolo orticello e visualizzare il lavoro d’insieme. Assimilare, sovrapporre il mondo e le dinamiche universitarie al mondo del lavoro non porta da nessuna parte, anzi sfocia in una sterile e triste “battaglia” per un potere fittizio da sottobosco subculturale.
E’ vero che ognuno di noi vive costantemente con l’incubo che il percorso fino ad oggi fatto o che si sta facendo sia a vicolo cieco, perché prima o poi, la realtà arriverà a evidenziare che esiste la mancanza di riconoscimento dei propri titoli accademici come qualifiche professionali, la disomogeneità dei percorsi formativi e le basse retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori che tentano di vivere in questo ambito.
Ma questo non deve essere un motivo per non affermare i propri diritti, se inseriti nel mondo del lavoro.

Quello che si vuole far emergere non è l’ennesimo dibattito se sia più egittologo uno o l’altro, qui si tratta di mettere in chiaro quella che deve essere la dignità lavorativa di una persona, anzi di un gruppo di persone.
Sulla base di questo, vorrei proporre un incontro tra tutti quelli che desiderano fare in modo che l’esperienza che stanno vivendo in museo possa essere annoverata come esperienza lavorativa, ribadisco lavorativa. E per sottolineare, e iniziare a fare un passo indietro, l’attività che si svolge, non è ricerca, ma semplice attività didattica e divulgativa che paradossalmente e provocatoriamente potrebbe essere brillantemente svolta da animatori o attori, e facciamo in modo che questo non accada!
I temi, a mio parere dovrebbero vertere su:
- inquadramento contrattutale
- modalità assegnazioni
- prezziario (inserimento di differenziazione per i giorni festivi e cose del genere)
Che ne pensate?
Un caro saluto a tutti

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